Vi è mai capitato di leggere? Ah giusto... lo state facendo proprio ora.
La domanda appena posta risulta scontata: chiunque nella sua vita ha maneggiato un libro ed ha provato il gusto di ascoltare il fragore delle pagine mentre vengono sfogliate. Proprio le "pagine" sono un elemento incorruttibile della lettura ed, anche se nel corso dei secoli queste hanno subito varie modifiche di tipo fisico, resta senza ombra di dubbio che "il supporto" su cui sono presenti i vari caratteri sia qualcosa di materiale: tavole di pietra, membrane organiche trattate chimicamente, superfici di plastica o lastre di metallo sono qualcosa di palpabile e su ognuna di queste sono presenti determinati caratteri. Si può quindi dire che un "libro" sia un oggetto costituito da un certo numero di pagine e che su ognuna di queste pagine sia presente un certo numero di caratteri.
Tuttavia negli ultimi tempi è proprio il "numero di fogli" ad aver subito un drastico taglio: un tempo quando si domandava "A che pagina sei arrivato?" ci si riferiva all'ultima facciata sfogliata e letta dal nostro interlocutore, e la risposta poteva oscillare tra una certa quantità di valori, ma ora qualcosa è cambiato: la superficie sulla quale si posa lo sguardo per leggere è sempre la stessa ed in particolar modo si tratta di un monitor.
Certamente ci potrebbe essere qualcuno disposto a controbattere quanto si è appena affermato, ma qui si sta parlando di "quantità" di pagine e non di "numero" di pagine. Apparentemente i due termini si assomigliano molto, tuttavia la differenza è che nel primo caso si tratta una quantità fisica e materiale, che possiamo sperimentare con il tatto (toccare le pagine), mentre nel secondo si tratta di una quantità digitale, che siamo solo in grado di vedere.
Per essere più chiari, provate a prendere in mano un certo numero di fogli di carta e contateli: intuitivamente vi verrebbe di sfogliarli (si ricorda che la mente umana è più propensa a riconoscere un sasso colorato tra tanti incolore, piuttosto che fare anche un semplice calcolo quale due più due, quindi la difficoltà che potreste incontrare è quella di perdere il conto) e non di aprirli a ventaglio e contarli visualizzandone uno alla volta senza toccarli. Ciò che accade è una "collaborazione tra sensi": il tatto invia un impulso al cervello dicendogli di aumentare di uno una serie, ovvero ogniqualvolta sfogliate un foglio di carta il vostro cervello aumenta di uno il conto.
Ora invece provate ad accendere un computer ed ad aprire un documento di testo: che cosa potreste fare? Certamente potreste scorrere la pagina con la rotellina del mouse (ma questo è in grado di farlo anche la vostra vista su una pagina di un libro), potreste contare quanti caratteri ci sono (vi sfido a contarli senza ricorrere ad una applicazione del computer), contare quante pagine ci sono (cosa che come detto prima è possibile fare anche con il tatto) od altro ancora, ma non sarete mai in grado di sfogliare le pagine: sarebbe come dire che sarebbe possibile "sfogliare un monitor"!
Di che cosa vi siete accorti?
Nel primo caso per poter leggere un libro avete bisogno del tatto quanto della vista (le pagine non si sfogliano da sole) mentre nel secondo caso è possibile sopprimere la funzionalità del tatto per accentuare la percezione visiva: con un computer potete selezionare come "impostazione di lettura" la funzione "scorri lentamente la pagina", quindi sarebbe possibile sedersi comodamente di fronte ad uno schermo, con le mani e le braccia che sostengono la testa in posizione di lettura, e leggere quanto appare sullo schermo.
Ora si vorrebbe porre come domanda ai lettori "Che cosa preferite per leggere: un libro oppure uno schermo?"
Inoltre in questi ultimi tempi si sente spesso parlare di "E-Book": si tratta di apparecchi non troppo spessi, sui quali è possibile caricare dei libri in formato digitale e fare altre funzioni relative all'analisi del testo. La conseguenza della commercializzazione di questo apparecchio ha comportato una svolta decisiva nel mondo della lettura ed anche del lavoro: ormai è raro che un imprenditore mantenga per iscritto i propri documenti di lavoro (si intende: che li scriva lui stesso a mano, ovvero con carta e penna), od ancora che ritorni a casa con i cosiddetti "mucchi di pratiche da sbrigare": tutte queste "scomodità" sono state risolte dall'invenzione della scrittura e della lettura digitale, ed un apparecchio non troppo grande, leggero e più o meno facile da utilizzare, è di certo stato ritenuto un'invenzione geniale, ovvero utilissima.
Tuttavia quasi nessuno parla dei rischi che l'eccessivo utilizzo di questi apparecchi può comportare: più che altro quasi nessun compratore è in grado di leggere ed interpretare quei minuscoli caratteri che costituiscono le avvertenze d'uso (spesso in lingua straniera e comunque di dimensioni limite).
Tornando alla domanda posta alcune righe più in alto, e considerando quanto detto nell'intero articolo, è possibile formulare una risposta oggettiva del tipo"E' possibile combinare ambo gli strumenti"?
Si pensi per esempio all'utilità che potrebbe comportare l'utilizzo di lettori digitali nelle scuole: ogni studente potrebbe risparmiarsi di dover far la strada da casa a scuola con chili e chili di cartella sulle spalle, semplicemente portando in una cartelletta un dispositivo quale quello sopraindicato (certo va anche detto che uno studente non potrebbe più godere della scusa "ho dimenticato il libro a casa", in quanto tutti i libri sarebbero "contenuti" nel medesimo apparecchio). Questo potrà certamente portare dei vantaggi come degli svantaggi: utilizzare uno di questi oggetti per tutta la durata delle lezioni (ed in generale per scopi scolastici) comporterebbe un utilizzo medio di cinque ore giornaliere di fronte ad un monitor, nonché le ore trascorse a casa per fare i compiti.
Detto questo si desidera giungere alla conclusione: davvero vogliamo privare il prossimo, quale le prossime generazioni, del piacere di sfogliare le ruvide pagine di un libro, con tutto ciò che questo comporta?
Certo...Senza dubbio il piacere di sfogliare le ruvide pagine di un libro non va privato a nessuno, ma finché l' uomo crea solo delle macchine per semplificare la vita agli indaffarati o far venire più voglia di leggere a chi non è solito farlo ( il che non sarebbe male siccome ormai si sta abbandonando sempre più la lettura a causa dei televisori e di internet ) va bene, perché a parere mio quando leggi navighi completamente nella fantasia, qualcosa che non è affatto materiale, l' uomo può digitalizzare qualsiasi cosa, ma non può digitalizzare ciò che non è materiale e che da secoli ormai svaga e diverte le menti di miliardi di persone.
RispondiEliminaTemo di non aver interpretato bene quanto hai risposto... ti spiacerebbe essere un po' più chiaro?
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