Uno dei primi strumenti che l'essere umano iniziò a realizzare furono senza ombra di dubbio le armi: inizialmente si trattava solamente di rocce di piccola taglia scalfite per ottenere una superficie affilata ma poi, col passare dei secoli e delle epoche, la specie umana è stata in grado di forgiare le prime lame in metallo che, seppur rudimentali, erano più pratiche della selce, poi apprese le modalità di raffinazione estetica della lama e l'importanza di un'impugnatura pratica: l'elsa.
Tuttavia l'essere umano, dopo essere riuscito a sottomettere gran parte dei suoi simili grazie all'aiuto di spade ed altre armi fornite di lama o comunque che richiedevano una certa abilità per essere maneggiate correttamente, senza quindi rischiare di ferirsi, decise che era ora di cambiare lo stile di combattimento, quindi iniziò a studiare le modalità per utilizzare la polvere da sparo: questa portò alla creazione prima dei cannoni e di altre armi da sparo rudimentali poi, con l'intervento di grandi menti, furono sviluppate le prime pistole automatiche ed i primi mitragliatori, nonché granate e mine varie.
Ma tutto iniziò a vertere sullo sviluppo di armi più micidiali, che potessero permettere di sterminare intere popolazioni come se fossero mosche con le ali immerse nell'acqua: sorse quindi l'era dei sottomarini, delle corazzate, dei carri armati e degli aerei da guerra. Tuttavia la specie umana non si era ancora accontentata ed iniziò a progettare metodi per rendere le sue macchine da guerra le più micidiali possibili, ricorrendo anche alla creazione della "vera arma di distruzione di massa": la bomba atomica. Con questo l'uomo era stato in grado di sottomettere le forze della natura per i suoi scopi bellici.
Al giorno d'oggi sono in fase di sviluppo molte nuove armi, nonché le cosiddette "armi chimiche" costituite da sostanze dannose per l'organismo vivente. Viene dunque da porsi una domanda: per quale motivo l'uomo è sempre stato attratto dalle armi?
Inizialmente le utilizzava solo ed esclusivamente per cacciare e per lavorare altri materiali (come per esempio tagliare i tessuti per poterli lavorare meglio), quindi per sopravvivere alle ostilità della vita dell'epoca: bisogna ricordare che alcune migliaia di anni fa la specie umana era sì predatore, ma era anche una preda molto facile per molti altri predatori. In seguito fu attratto dalle armi bianche (spade per esempio) per il semplice fatto che il loro utilizzo poteva decretare l'esito di una guerra di conquista, e fino a qui non ci sono problemi: dopotutto l'essere umano ha da sempre il desiderio di potersi recare in luoghi particolarmente belli senza dover rischiare di essere assassinato in quanto non appartenente alla gente di quel luogo. Ma ora che cos'è che spinge l'essere umano all'ideare nuovi metodi per uccidere le altre persone? Probabilmente si tratta di un nuovo istinto fratricida della specie umana, ma oltre a questo c'è qualcos'altro: l'educazione impartita alle nuove generazioni è spesso di scarsa qualità, ed è per questo che si sente spesso parlare ai telegiornali di figli adolescenti che assassinano da soli od in gruppo barboni o "peggio" i loro stessi fratelli, solo per noia o per vendetta di un dispetto tra fratelli/sorelle, spesso per cause d'interesse per la stessa persona.
Talvolta è causa degli stessi genitori, i quali non hanno prestato sufficiente attenzione all'educazione etica e morale nei confronti dei loro stessi figli, ma questa non può essere l'unica motivazione: sarebbe come accusare il 70% se non più dei genitori di non avere a cuore l'educazione della propria prole e questo è poco probabile.
Ma allora chi o cosa è a spingere centinaia o migliaia di giovani e non più giovani a privare qualcun altro della vita? Le motivazioni possono essere molteplici e di origine personale, ma di sicuro non è di buon impatto per un giovane, o peggio per un bambino, sentir parlare al telegiornale seguito quotidianamente dai genitori o dai nonni, di coetanei e non che "sgozzano", "squartano", "sparano al cuore od alla testa", "danno fuoco" o fanno letteralmente "esplodere" un'altra persona! I termini sopraindicati sono spesso e volentieri utilizzati nei quotidiani televisivi. Certamente qualcuno potrebbe anche suggerire di cambiare telegiornale da seguire o di cambiare generalmente canale, ma a causa del fatto che in ogni telegiornale trattano sempre e spesso in successione degli stessi "eventi" e che i telegiornali occupano le stesse fasce orarie, l'unica soluzione sarebbe quella di spegnere il televisore.
Ma ormai il danno è fatto!
Dalle argomentazioni trattate nei telegiornali viene dunque da porsi in riflessione su un aspetto deplorevole della comunità umana: privare della vita un proprio simile è forse diventato una moda?
La tua ipotesi che sia diventato una moda persino privare un simile della vita non è affatto scontata... Io penso che è forse a causa del fatto che sembra sia diventato normale alle nostre menti... I telegiornali quotidianamente ci bombardano di cronaca nera, fatti deplorevoli e forse il nostro cervello, alla fine, per non dover soffrire e affliggersi per ogni assassinio di una persona a lui sconosciuta ci obbliga ad abituarci ai lutti e ci rende insensibili. Certamente questo non giustifica queste privazioni perché ormai tra la gente definita (impropriamente a parer mio) "normale", diventi quasi un eroe se dici di aver fatto un qualsiasi tipo di male ad una persona non definita come sopracitato! Dunque io pongo una domanda: davvero vogliamo ridurci a questa degenerazione sociale? Davvero vogliamo ridurci quasi a disprezzare l' intelligenza e il ragionamento razionale?! Perché non capiamo che noi siamo giunti al comando del mondo, in cima alla catena alimentare grazie all'intelligenza non-istintiva che ora stiamo progressivamente abbandonando?!
RispondiEliminaQuella da te posta è la domanda chiave tramite la quale, se tutti fornissero una risposta meditata, sarebbe possibile ristabilire l'equilibrio che ormai sta per collidere con la nescenza e l'istinto non-razionale per poi sgretolarsi come un cracker sotto alle ruote di un camion.
RispondiEliminaPurtroppo però la gente (o più precisamente la maggior parte della gente) non articola più per "noia", o peggio perché non è è più capace, ragionamenti razionali e soprattutto etico-morali nei confronti del futuro delle nuove generazioni: questi "mascalzoni" dicono di voler "ripulire le strade", talvolta però agendo per vendetta e per rancore, causando sofferenza e divenendo a loro volta "spazzatura da gettare via".