Sarebbe possibile giungere ad uno stato di puro e semplice "Equilibrio"? La risposta a questa domanda dipende da quale concetto di Equilibrio si vuole analizzare: in generale quando si cita questo termine (nella vita quotidiana od in occasioni particolari) si fa riferimento al fatto che per avere qualcosa in equilibrio debbano coesistere più fattori che, sommati l'uno con l'altro, portano ad una "fase di quiete". Con tale definizione è possibile riassumere le varie concezioni di Equilibrio, da quella fisica a quella trascendentale del subconscio.
Ora si figurino due "luci" per ogni polo (i "fattori" sopraindicati) che interessa un determinato argomento: in questo modo si raggiunge una fase di quiete, in cui ogni polo ne ha almeno un altro che gli impedisce di affermarsi in modo assoluto. Questa è una prima fase di quiete, ovvero di Equilibrio, tuttavia non si tratta di un Equilibrio Puro: coesistendo fattori non omogenei insorge spontaneamente il tentativo, da parte di ogni polo, di adoperarsi per il raggiungimento di uno stato di predominanza sugli altri. Generalmente i "poli" sono sostanzialmente due: anche nel caso in cui nella situazione di origine fosse presente un numero superiore di questi fattori, il sistema per l'Equilibrio si riduce sempre a due poli principali, con un numero variabile di "minoranze" poco incisive (ovvero che non sono state in grado di affermarsi quanto i poli principali); nel caso in cui fosse solo uno di questi fattori a raggiungere uno standard tale da garantirgli uno stato di predominanza, il secondo polo sarebbe comunque l'insieme di tutte le minoranze. Specificato ciò, si desidera proseguire con la descrizione delle fasi di Equilibrio Puro.
Si riconsiderino le "luci" già viste nel caso precedente, ma questa volta tutte e quattro illuminate dello stesso colore: è questo il caso dell'Equilibrio Puro di categoria "ON", ovvero che presenta un unico grande polo di dominanza. Tuttavia, per raggiungere questo genere di equilibrio sarebbe necessario riassumere tutte le correnti di pensiero in un'unica "corrente di Verità"; ma è realmente possibile raggiungere una situazione in cui tutti gli esseri umani concordano in tutto e per tutto? In cui, più specificatamente, tutti gli esseri umani sono eguali di fronte a qualsiasi circostanza si prenda in considerazione? Sarebbe possibile dare vita ad un mondo in cui l'individuo A sarebbe sostituibile con l'individuo B, senza che nulla cambi ad eccezione del sesso? Come si suol dire, "tutto è possibile, basta che tu ci creda": in effetti sarebbe sufficiente mutare tutti (a livello di ragionamento, valori e modelli) a propria immagine, vivere quindi miliardi di vite in contemporanea. Ma quale sarebbe il risultato di questo Equilibrio? La risposta probabilmente la conosce pure il bambino che scopre per la prima volta la differenza tra una tazza ed un bicchiere: il risultato sarebbe un mondo Caotico, grigio, privo di emozioni, "Monotono". Certamente qualcuno potrebbe affermare che ci sarebbero anche dei vantaggi. In effetti, amministrare un mondo in cui tutti la pensano allo stesso modo sarebbe l'apoteosi della politica: governare miliardi di menti risulterebbe estremamente facile. Tuttavia questo sistema è destinato a degenerare fino all'annullamento: le Conoscenze disponibili rimarrebbero in perpetuo le stesse del momento in cui si è stati in grado di creare tale sistema, quindi, pur scegliendo come "obbiettivo" di quel mondo lo sviluppo culturale, pur affermando che le "idee" e le "innovazioni" esisterebbero, si cadrebbe inevitabilmente in una fase di declino quando tali "idee" finiscono; dopotutto, anche essendo onnipresente, la "testa" è una ed una sola: essere onnipresente non implica essere onnipotente, e l'onnipotenza di questo tipo di Equilibrio è stata smentita poche righe di sopra.
Rimane dunque da esaminare un'ultima condizione di Equilibrio: quella in cui tutte le "luci" sono spente. Questa, similmente alla precedente, è definibile come categoria "OFF".
Ipotizzando uno status in cui non esistono parti, in cui quindi non vi è predominanza alcuna, si è finalmente in grado di raggiungere quella tanto desiderata condizione di Equilibrio Puro: nessuno è superiore a qualcun altro, ogni individuo mantiene la sua personalità e non è continuamente persuaso a mutarla (come accade invece nelle politiche odierne) e, diversamente da quanto si potrebbe pensare, la criminalità subirebbe un drastico taglio.
Ovviamente raggiungere tale Equilibrio non è affatto semplice, e questo perché l'essere umano è ancora "immaturo e primitivo", quindi teme in modo esagerato ogni minimo mutamento di Pensiero, si ostina ad avvalorare le proprie convinzioni senza prendere neanche un po' in considerazione l'ipotesi e l'opinione altrui e, di ancor più dannoso per la sua evoluzione, cerca di convincere i suoi simili ad assecondare ogni suo minimo capriccio.
Diversamente complessa sarebbe la perpetuazione di tale status, infatti le azioni necessarie a ciò sono racchiuse nell'istinto primario dell'Homo: "fare tutto ciò che mi rende piacere" è effettivamente la "legge" più vicina all'Essere, più vicina all'Etica Convivenza. Alcuni però potrebbero insinuare che seguire tale presupposto porterebbe irrimediabilmente all'anarchia, ed effettivamente è così, ma costoro dimenticano una delle precedenti asserzioni di tale scritto: l'essere umano è ancora una specie primitiva. La "regola" sopracitata risulterebbe di estremo valore morale, nonché portatrice di Libertà e Pace, ad ogni specie evoluta tanto da capire che non sono necessarie ulteriori regole per amministrare una comunità di persone, e questo perché con una Coscienza evoluta la cessione di tasse allo Stato, il non uccidere e qualsivoglia altra legge, sarebbero azioni spontanee: a nessuno verrebbe in mente di arrecare volontariamente danno ad un proprio simile; le "leggi" non scrivibili dell'Etica sarebbero spontaneamente rispettate.
Ma come già si è affermato, tale condizione di Equilibrio Puro è irraggiungibile senza una evoluzione della Coscienza Collettiva.
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