Sin dalle sue origini, l'essere umano ha sempre cercato di anteporsi alle regole della natura, prima creando semplici strumenti mediante la lavorazione di alcuni prodotti della natura, poi iniziando a modificare l'aspetto dei paesaggi, continuando fino a rendere la natura quasi come un anziano "vicino di casa" ed addirittura renderla un mezzo attraverso il quale ricavare un profitto: è questo il caso del commercio di piante ed animali di qualsivoglia specie. Chi rinuncerebbe ad avere un bel gattino da accarezzare sulle ginocchia? Certamente c'è il caso delle persone allergiche al pelo dei gatti, ma la stragrande maggioranza delle persone sarebbe incline ad acquistare un gatto presso un negozio specializzato oppure, in casi rari, da un conoscente la cui gatta ha avuto una cucciolata abbondante: in questo secondo modo molto probabilmente il cucciolo, non essendo ancora autosufficiente, vive le sue prime settimane in un buono stato di salute, ma nell'altro caso sono molti i dubbi che ci dovrebbero indurre a pensare che il cucciolo appena comprato non abbia vissuto le sue prime settimane di vita in un buono stato di salute. Il rischio è sempre quello di acquistare un animale (abbandono l'esempio del gatto per gli amanti dei cani) che è stato privato quasi subito dell'affetto della madre, magari proprio per metterlo in una gabbia e spedirlo per corrispondenza al negozio di animali al quale ci siamo riferiti; un altro fattore da tenere in considerazione è che l'animale, durante il suo viaggio dal Paese di provenienza a quello di arrivo, in certi casi (e specialmente nel caso di animali esotici) è stato sottoposto ad uno stress fisico paragonabile al nostro correre senza sosta per settimane: la reclusione in una gabbia, la malnutrizione e la carenza d'acqua sono le basi ideali per incattivire un animale, se poi la gabbia è sporca e ricca di batteri, il cibo di scarsa qualità e l'acqua contaminata da qualsivoglia genere di organismo pericoloso, le condizioni fisiche e mentali dell'animale sono ridotte ad un livello inimmaginabile.
Ma non esiste solo il caso degli animali: vi è mai capitato di entrare in un centro commerciale e vedere delle simpatiche commesse dare da bere alle piante in vendita? Generalmente questo potrà sembrare normale: la pianta sembra avere bisogno di acqua ed io l'annaffio, ma siete proprio sicuri che quelle commesse siano esperte di piante? Certamente ci possono essere dei casi straordinari, ma la stragrande maggioranza degli addetti nei supermercati e, mi duole ammetterlo, anche in alcuni negozi specializzati, non ha la più pallida idea di come comportarsi con alcune specie di piante, specialmente con quelle più delicate. Esempi chiave sono le piante esotiche ed i bonsai: questi ultimi (in generale comunque tutte le piante) avrebbero bisogno di continue cure, tra cui la somministrazione d'acqua, l'esposizione alla luce ed al vento specifiche per ogni specie, ma da quanto è possibile osservare, la gente non si interessa più di questi dettagli e continua imperturbabile a somministrare litri e litri d'acqua ad una pianta che avrebbe bisogno solo di pochi centilitri.
Prima di continuare, siccome ho fatto l'esempio dei bonsai, vorrei specificare che la realizzazione di bonsai è si un metodo per tenere delle piante, anche ambigue, in territori estranei a quelli di origine ma, essendo questa un'abitudine millenaria dell'essere umano, si può dire che la natura ha cercato di fare un favore all'uomo adattandosi ai suoi capricci. Inoltre, diversamente da come molti credono, il "bonsai" non è una pianta sottoposta a continue amputazioni (potature varie), geneticamente modificata e costretta a vivere in uno spazio disdicevole: teoricamente un bonsai sottoposto alle varie cure, come rinvaso e potatura, potrebbe vivere per tempi che vanno ben oltre la vita di un comune albero ma, siccome non si desidera assillarvi con tutte le varie spiegazioni (almeno su questo blog), il consiglio è quello di acquistare il libro:
"Bonsai" (Colin Lewis) - Logos Editore
Tornando all'articolo, un altro dato da tenere in considerazione è che anche le piante sono sottoposte a maltrattamenti durante lo spostamento dal centro di coltivazione intensiva al negozio: infatti, isolate in uno spazio chiuso, privo di luce quale i bagagliaio di un furgone e prive di adeguate cure sanitarie, le piante vengono sottoposte ad uno stress paragonabile al nostro rimanere in una sauna per giorni e giorni.
Con quanto appena detto ho cercato di fare luce sugli aspetti "dietro le quinte" del commercio di animali e piante: personalmente ritengo che l'essere umano si stia spingendo troppo oltre il limite del rispetto, infatti con le modifiche intensive e senza riguardi del paesaggio ed altri fattori, l'uomo sta seriamente rischiando di indurre la natura a ribellarsi: esempi di queste rivolte sono le invasioni di formiche rosse in alcuni territori abitati del centro/sud America, ma più in generale è necessario guardare alle semplici incursioni di animali selvatici nei territori urbani.
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